mercoledì 23 giugno 2010

operai, studenti, piccione

un piccione mi ha preso di striscio. il bastardo. entravo nella biblioteca della mia università. studiare un pò avrebbe smosso le mie meningi. avevo perso troppo tempo appresso al mio cv, ed al suo gemello in inglese. fino alla nausea.
gli àuguri mi hanno detto che è un buon segno. chissà.
almeno non sono stato colpito in pieno.

poi oggi pensavo agli operai.
loro hanno fegato. e cuore, insieme. sanno quasi certamente che glielo metteranno a quel servizio. allora hanno accettato un accordo improponibile.
e brillano della mancanza di unità.
in questo modo, come hanno provato a spiegarmi, con pessimi risultati, il padrone è meno inattaccabile. troverà sempre qualcuno che gli aveva detto di no. ma intanto il sì ha vinto, quindi deve stare ai patti.
poi dovrebbe esserci una legge. quelle vecchie cose del diritto allo sciopero ed alla malattia. ma questa è un'altra storia.
confesso. al vostro posto non ci so stare.

e poi oggi pensavo agli studenti.
porca troia. mi chiedo chi è il coglione che ha scelto le tracce. io non ce l'avrei fatta. li avrei mandati tutti a cacare.
le foibe? cristo trovatemi un professore che sappia farmi anche 10 minuti di lezione sulle foibe (non nel triveneto, ovviamente). il mio era pure facista, ma non ne sapeva un cazzo.
e poi levi. metà dell'ultimo anno perso su manzoni. il novecento l'ho visto di sfuggita.
ma poi non me ne fregava neanche più di tanto. avevo le mie letture. dure, politiche. oppure stefano benni, per fare il figo (sic!). non portavo italiano all'orale (bei vecchi tempi) e scelsi la traccia di attualità (cioè quella di ordine generale).

levi l'ho letto per conto mio anni dopo. un'esigenza personale.

2 commenti:

  1. e non voglio parlare del resto.

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  2. Qualcosa mi dice che anche "sul resto" avresti qualcosa da ridire. E ci sta tutto. Ma proprio tutto.

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